2012 Apr 13

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2011 Nov 5

E’ partita a Las Vegas la special session del People’s Poker Tour, sbarcato in Nevada per un appuntamento destinato ad entrare nella storia degli eventi live di texas hold’em. In concomitanza con ilNovember  Nine, tavolo finale delle World Series of Poker, la casa da gioco che ad ottobre ha guadagnato il primo posto nel mercato italiano per il gioco cash, ha allestito un torneo live presso lo storico Caesars Palace. Al day 1A, conclusosi quando in Italia si affacciavano le prime luci dell’alba, sono stati 200 gli scritti, mentre almeno altri 300 sono attesi per la giornata di domani.

Numeri che già da soli lasciano facilmente comprendere il successo registrato dalla proposta di People’s Poker, unica nel suo genere e frutto dello storico accordo stretto con la Harra’s organizzatrice delle Wsop, che ha concesso al brand di Microgame SpA l’esclusiva italiana per il più importante torneo mondiale di poker texano.

Attraverso gli strumenti mediatici di People’s che come sempre seguono in diretta gli eventi live, si è appreso che sono stati solo 25 i ‘superstiti’ della prima giornata che ha visto succedersi 14 livelli di gioco da 40 minuti ciascuno. Un numero di qualificati alla fase successiva estremamente più esiguo rispetto alla media del PPT, un dato che descrive con efficacia il diverso stile di gioco utilizzato oltreoceano. Una rapidità nell’approccio al tavolo, sicuramente facilitata dalla struttura del torneo e dalla possibilità di reentry che offre la possibilità di riacquistare le 40mila chips dello stack iniziale.  E tra le vittime illustri che hanno già annunciato di voler fare il proprio rientro ai tavoli del PPT con l’acquisto di un nuovo stack, c’è anche Filippo Candio, già finalista proprio al November Nine.

Stessa sorte e stessa voglia di rifarsi a partire da domani, anche per giocatori del calibro di Erick Baldwin (american poker player del 2009) ed Allen Cunningham (5 braccialetti Wsop e 11 milioni nel suo palmares). Anche le presenze internazionali , dunque, descrivono la qualità raggiunta dal PPT sempre più in grado di calamitare l’attenzione e la partecipazione di centinaia di giocatori, e tra questi dei player più forti del momento. Per seguire le emozionanti evoluzioni del torneo live, oltre che per poter usufruire di tutti i contributi dedicati a Las Vegas e alle Wsop, è sempre possibile sintonizzarsi sulla People’s Tv o sul blog della casa da gioco che offre aggiornamenti in tempo reale sull’evento e su tutte le proposte presenti nella lobby. Per i nottambuli è anche possibile seguire in diretta le fasi più interessanti del torneo: basta ricordare che sono ben 9 le ore di fuso orario con la patria del gioco..

scritto da Cesare Antonini

2011 Nov 3

november nine 2011Originario del Texas, Matt Giannetti ha lasciato lo stato per trasferirsi a Las Vegas nel 2006 e iniziare la sua carriera di giocatore professionista di poker. Come gran parte dei giovani giocatori nei primi anni 2000, Giannetti, conosciuto anche come “hazards21,” ha acquisito le sue abilità online, ma gran parte del suo tempo come poker pro lo ha passato ai tavoli dei casinò di Vegas partecipando ai più grandi no-limit hold’em games disponibili.

Giannetti è stato sempre presente alle World Series of Poker da quando cinque anni fa ha compiuto i 21 anni ma ha seguito un programma fatto di pochi tornei perché ha preferito dedicarsi al cash games. È arrivato al tavolo finale dell’evento $1,500 Pot Limit Omaha alle WSOP 2009, chiudendo quarto per $66,544, ma questo ha rappresentato il suo unico final table alle WSOP prima di luglio 2011.

Tutto è cambiato dopo la sua impressionante prestazione al Main Event di quest’anno. Giannetti ha raggiunto il tavolo “non ufficiale” ed era lo short stack con 10 giocatori rimasti. È riuscito a raddoppiare due volte, entrambe con pocket jacks, prima di guadagnarsi un posto come membro dei November Nine. Inizierà il tavolo finale terzo in chips con 24,750,000.

Da luglio, Giannetti è stato occupato a viaggiare per il circuito dei tornei. Ha preso parte alle World Series of Poker Europe e alla tappa di Londra dell’European Poker Tour, riuscendo addirittura a vincere il World Poker Tour Main Event di Malta per quasi $300,000. Lui è stato l’unico membro dei November Nine di quest’anno a vincere un evento maggiore live in vista del tavolo finale del WSOP Main Event

Abbiamo recentemente incontrato Giannetti per discutere della sua esperienza al Main Event e di come si sta preparando per il tavolo finale November Nine.

Descrivi l’atmosfera nell’Amazon Room la notte finale del Main Event a luglio. Come sei riuscito a gestire una tale situazione di tensione sapendo che eri in diretta televisiva?

Durante le mani, sono rimasto molto calmo, ma quando vai all-in e qualcuno chiama, realizzi che potrebbe essere l’ultima mano che giochi, così vicino a quello che ogni giocatore di poker sogna. Quando sono andato all-in per un paio di volte, ho sentito l’ansia del raddoppio.

Tu eri lo short stack al tavolo finale “non ufficiale” di 10. Qual è stato il tuo piano di gioco alla bolla del final table?

Ero così corto che sapevo di dover spingere, ma ho fatto del mio meglio per trovare il momento giusto.

Hai festeggiato in qualche modo una volta che è stato definito il tavolo finale?

Sono uscito a bere un paio di drink con mio padre che è stato lì segretamente a guardarmi per tutto il giorno. Non ho saputo che c’era fino ad un ora prima del raggiungimento del final table. Poi ho incontrato i miei amici giocatori di poker e abbiamo festeggiato fino alla mattina.

Quando hai realizzato che avevi conquistato un posto al final table del WSOP Main Event?

Una volta che è apparso il river che ha eliminato Hewitt, mi ha preso subito, e non riuscivo a smettere di sorridere. Sembra ridondante, ma dopo un estate povera di risultati, è stato come un sogno.

Hai vinto un evento World Poker Tour a Malta lo scorso settembre. Parlaci un po’ di questa esperienza e di come ha effetto sul tuo livello di sicurezza in vista del tavolo finale del Main Event.

La vittoria del WPT Malta è stato un ottimo risultato da aggiungere al mio curriculum, ma più importante del titolo è l’esperienza vissuta al tavolo finale e la lezione che ho imparato. Sebbene abbia vinto, di sicuro non sono contento di alcune decisioni che ho preso, mentre altre strategie che ho usato lì che mi sono piaciute, le porterò con me.

Hai speso parte dei soldi vinti a Malta o i $782,000 che hai già garantito per il WSOP Main Event Final Table?

Non ho fatto nessun grosso acquisto. I soldi sono solo altre munizioni. Sebbene con $8.7 milioni, ovviamente penserei a qualche investimento senza trattarli come un bankroll liquido.

Come ti sei preparato per il final table? Hai studiato gli avversari o guardato la copertura di ESPN?

Ho già visto molti video ma devo ri-familiarizzare con gli avversari e guarderò molti altri video in questa settimana. Con i miei amici parlo di strategia di tanto in tanto ma non abbiamo ancora discusso specificatamente del tavolo finale. Ma sono sicuro che avremmo conversazioni più particolari con l’avvicinarsi del tavolo finale. Noah Schwartz è probabilmente la persona con cui parlo di più di strategia.

Quante persone porterai a Vegas per il final table?

Al momento ho circa 100 persone confermate che verranno ma mi aspetto molte altre aggiunte all’ultimo minuto.

Cosa ha più importanza per te: La gloria di essere il campione del mondo di poker o il primo premio di $8.7 milioni?

Fortunatamente è un unico pacchetto, quindi non devo scegliere, ma gioco per vincere. I soldi sono importanti, ma il giorno dopo la conclusione del Main Event, posso andare a grindare e fare altri soldi. Ci vorrebbe molto più tempo, ma il duro lavoro e le tante ore non mi hanno mai preoccupato. Avere la possibilità di vincere il premio più importante nel poker potrebbe non verificarsi mai più.

 fonte: pokernews

2011 Oct 27

Con la precedente normative sul gioco online in Italia, lo stile più diffuso, se non l’unico, di giocare Poker Holdem era No-Limit (NLH) o al massimo Pot-Limit (PLH), ovvero con la possibilità di puntare tutte le chips che si hanno al tavolo, ma agli albori di questa specialità lo stile di gioco prevedeva puntate fisse, in funzione del Big Blind.

Questa caratteristica risponde allo stile di gioco nei casino americani, dove i clienti sono abituati a scegliersi i tavoli in funzione della giocata, un po’ come il blackjack e la roulette, pertanto si trovavano tavoli da 1$/2$ da 3$/6$ fino ai 50$/100$ o anche di più su qualche tavolo d’elite. Tra l’altro con una facilitazione pratica di non poco conto, le chips sono tutte uguali, o al massimo di due misure.

Il numero piccolo indica l’ammontare del controbuio, e quindi della puntata al preflop e flop ed è chiamata Small Bet (SB, da non confondere con lo small blind più correttamente indicato tutto minuscolo, sb), il numero più grande è, invece, la Big Bet (BB non il controbuio bb) che è la puntata fissa al turn e al river.

E’ quindi possibile rilanciare ogni puntata solo di una quota fissa, che, spesso è solo una piccola parte del piatto, al massimo per tre volte ovvero: bet, raise, reraise e cap oltre il quale si può solo fare call e passare alla street successiva o allo show down.

Negli USA è ancora molto diffuso lo stile Fixed, soprattutto per le partite agli High Stakes, dove le puntate, per quanto fisse sono sempre importanti.

Perché giocare fixed ?

Si può scegliere di giocare fixed per una serie di motivi, pratici e di attitudine; chi iniziava a giocare cash qualche anno fa sui siti internazionali, spesso iniziava dal fixed ai micro limiti dove un bankroll minimo permetteva di giocare con chips che avessero un qualche valore.

Ma vediamo quali sono i motivi che ci potrebbero spingere a giocare al FLH:

  1. Il gioco è più semplice, più matematico e meno creativo: tutto ciò che conta è l’equity rispetto al range dell’avversario, finché riusciremo a calcolare il nostro vantaggio percentuale saremo giocatori vincenti.
  2. Piccoli bankroll sono valorizzati meglio: ad esempio con un BR totale di 100€ possiamo giocare con un certa sicurezza al 0,10€/0,20€ (500 BB) cosa che non riusciremmo a fare al NLH dove saremmo costretti a giocare al NL2 (0,01€/0,02€ con 50x100bb) dove le puntate sono sicuramente meno significative o al massimo al NL5 ma con un roll decisamente più aggressivo.
  3. Si “macina” più rake: normalmente al FLH si vedono molti più show down che non nella analoga situazione al NLH o PLH, proprio per il fatto che non si può puntare tutto, si è indotti a continuare il gioco al costo di una o due BB in più. Questo fatto fa si ch si sbloccano prima i bonus, si scalano più velocemente le classifiche, si raggiungono prima livelli VIP più elevati.
  4. Le nostre vincite non sono in pericolo: ovvero, ogni mano si giocano massimo 12BB indipendentemente da quante chips abbiamo davanti, Nel NLH, se al tavolo ci sono giocatori con più chips di noi, tutto lo stack è sempre a rischio.

Mentre quelli che ci fanno desistere dal giocarci:

  1. E’ noioso: le linee di gioco vincenti nel FLH sono relativamente poche, pertanto anche tablando molto il gioco si riduce al giocare preflop secondo tabella, al flop si valuta come si è messi con il range avversario, turn e river si segue la linea scelta post flop, con qualche variazione sul tema in funzione delle carte che scendono ma in linea di massima il lavoro è già stato svolto e spesso ci si riduce a raggiungere lo show down e vedere chi è stato premiato dalle carte.
  2. La varianza tende ad essere più alta: visto che è più difficile difendersi dai draw, e in generale da come girano le carte, quando la sorte è avversa c’è poco da fare, non si può compensare con qualche giocata “creativa” o sfruttando l’edge psicologica, si stringono i denti e si aspetta che la statistica faccia il suo mestiere.
  3. C’è relativamente poco traffico, proprio per il fatto che molti giocatori in Italia hanno cominciato direttamente dal No Limit, che lo spettacolo televisivo è tutto incentrato sul NLH, trovare un numero sufficiente di avversari può essere difficile.
  4. I Grandi Tornei sono NLH, e passare continuamente da NL a FL non aiuta ad essere vincenti.

Più avanti parleremo di Starting Hand Charts, ovvero di come scegliere le mani di partenza al Fixed Limit e di come scegliere le linee di gioco.

By wildshark

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